Vita da squatter e coinquilini di merda

Devo ammettere di essere stata più o meno fortunata.

La mia prima esperienza di casa condivisa è stata con la mia famiglia. Ne sono uscita profondamente turbata, ma ben pasciuta. Per quella lasagna casereccia chiunque sarebbe disposto ad accettare qualche trauma.

La mia seconda esperienza è stata a Siena. Correva l’inverno 2009, non si chiudevano le finestre, che davano, per altro, su vista di un bellissimo pisciatoio medievale. Non ricordo manco la contrada, ma insomma, ricordo molto folclore e molti spifferi.

La doccia te la dovevi montare intorno ogni volta che la dovevi usare, e lo scarico era un buco nel pavimento, cosicché si potessero facilmente e velocemente allagare il bagno e il corridoio ad ogni doccia. Non c’erano problemi per i turni per le pulizie: eravamo forzati a pulire quattro volte al giorno, quel bagno era splendente.

I soffitti erano altissimi, era stata una casa signorile, quella, mica chiacchiere, era in un palazzo storico con gli affreschi sui soffitti dell’entrata. In questo modo, poi, si risparmiava sulle bollette, perché era del tutto inutile accendere il riscaldamento.

Le prese della corrente erano pregne di un simbolismo drammatico: venivano via dalle pareti con tutti i fili solo a toccarle, un memento mori che ha cambiato per sempre la mia visione del mondo e mi ha iniziata all’esistenzialismo: l’essentielle est survivre. Ad ogni modo più essentielle del WiFi.

Anche vivere in una camera doppia mi ha impartito una importantissima lezione di vita: mai, mai vivere in una camera doppia.

E Siena, Siena mi ha insegnato che dopo una salita, c’è sempre un’altra salita. Ho avuto incubi in cui ero costretta a girare in bicicletta per un anno, ma ho anche sviluppato dei polpacci invidiabili e molta resilienza.

Sono stata più o meno fortunata: ho odiato i miei coinquilini abbastanza da pensare che non volevo mai più avere coinquilini. Ma poi la vita accade.

Vivere in una residenza a Macerata era come avere un centinaio di coinquilini: paradossalmente un perfetto luogo per il misantropo, perché ci si può mimetizzare nella folla e passare più o meno in incognito all’occorrenza. Una volta trovai delle scarpe nel frigo, ma insomma, si stava bene. Meglio condividere con cento che con quattro, soprattutto se c’è una donna delle pulizie.

In Portogallo, invece, la mia prima casa l’ho condivisa con quattro studenti, una proprietaria, quattro gatti e un dalmata mezzo morto. La porta della mia camera si chiudeva solo se ci poggiavo una sedia contro. Dopo una settimana, quando il gatto si è intrufolato nella stanza e mi ha pisciato sul tappeto, sono scappata.

Scappai in una casa senza lavatrice.

Avevo però le chiavi dell’appartamento di sopra e, insomma, andavo a fare il bucato in casa altrui. La cucina era così piccola che non ci entrava lo stendino e dovevo stendere i panni fuori dalla finestra. Era febbraio e il clima Atlantico è un po’ capriccioso: ho pagato più in mutande e calze persi che in affitto, ma ero felice.

La mia casa era sul cucuzzolo di Coimbra, per riportare la spesa a casa dovevo fare due chilometri di salita inclemente, ma ero temprata da Siena e Macerata, e la mia coinquilina non parlava una parola di inglese e io di portoghese, alibi perfetto per non averci niente a che fare, ma educatamente: insomma, niente di personale, eh.

Lì ho imparato qualcosa dell’arte della giocoleria: portatecele voi quattro buste e un ombrello a casa mentre scalate una città, rispondete al telefono e vi soffiate il naso.

Ho poi avuto un paio di esperienze troppo positive per essere utili: case funzionali, coinquilini come fratelli, quanto spreco di tempo.

Fino ad oggi. Credevo ormai di aver visto tutto, di aver scavato troppo, troppo in profondità per continuare a farlo, credevo di aver spurgato il karma di un’intera generazione, io, redentrice dei millennials.

La lezione di Siena – c’è una salita alla fine d’ogni salita – stava sbiadendo, c’era bisogno che dio, la natura, o chi per lui mi inviasse un segno a ricordarmela.

Questo segno mi è stato inviato forte e chiaro ora, ora che in Inghilterra divido la casa con un novax vegano attivista catalano indipendentista.

Mi è stato ricordato che nulla è troppo assurdo per essere vero, e che, in fondo al nostro cuore lo sappiamo, non esiste un ordine al mondo, l’essentielle est la contingence: è contingente il fatto che le forchette si trovino in cucina, non c’è nessuna necessità che siano lì e, pertanto, questo, come tutto nella vita, è un fatto soggetto a cambiamento.

E non importa quanto cerchiamo di racchiudere la realtà in una griglia logica, ci sarà sempre un momento in cui l’incoerenza esploderà in tutta la sua magnifica inspiegabilitá, l’antispecismo si fonderà sullo specismo, articoli illegali verranno comodamente recapitati via posta, il bagno e la cucina perderanno dei confini netti, e, per beffa, ti ruberanno anche il caffè.

Ma questa volta, questa volta c’è di più: la mia casa sfida ogni statistica. Siamo in cinque, le possibilità che cotanti inquilini surreali si addensasero in quei metri quadri sfida ogni logica. Ma proviamo a cominciare dall’inizio.

Come i miei coinquilini buttano la spazzatura

IL PROPRIETARIO.

Il proprietario è probabilmente alcolizzato. Non abbiamo contratto, si fida a sentimento e a £350 di deposito in nero che io non ho mai versato.

Quando volevo affittare la stanza l’ho chiamato per incontrarlo e la conversazione è andata un po’ così:

“Senti, Steve, io non ce la faccio alle undici domani mattina, facciamo all’una?”

“Dama! Sono al pub non so neanche se mi ricorderò di questa chiamata domani!”

“Vuoi che ti mandi un messaggio così lo vedi domani?”

“Ahahahah, no no, va bene, ci vediamo all’una”.

Il giorno dopo mi chiama alle undici.

“Dama ma dove sei? Io sono a casa”

“Steve, ti ho chiamato ieri per spostare all’una”

“Ah. E io ho risposto?”.

Steve è un buon diavolo, ma è completamente sciroccato.

È così sciroccato che voleva ridare il deposito indietro a un coinquilino che non l’aveva mai versato.

Come i miei coinquilini coltivano il caffè

IL NOVAX CATALANO INDIPENDENTISTA VEGANO ATTIVISTA.

Lui è quello che insieme alla polacca odio in modo viscerale e dichiarato. Non solo tutta quell’accozaglia di assurdità è montata su un quantomai petulante e spiacevole quarantenne brutto. Ma è proprio stronzo. Il novax vegano è ormai mio ex coinquilino. È mio ex coinquilino da quando ci ha detto che andava a passare un mese in Thailandia e ci siamo invece accorti dopo venti giorni che era scappato per sempre. Lasciando bollette non pagate.

LA PROSTITUTA INGLESE

Era da un po’ che con il mio coinquilino normale ci chiedevamo che cazzo di lavoro facesse questa, che lavorava da casa, aveva modo di guadagnare abbastanza da viaggiare tutti i fine settimana ed un sacco di tempo libero per attività extra: volontariato, baking, club del libro, attivismo vegano (aridaje). È addirittura partita per mesi per il messico tanto il lavoro “me lo porto dietro”.

Poi un giorno abbiamo trovato un treppiede, delle scarpe rosse tacco 18, un vestitino a rete e un collare in salotto. Allora la prima cosa che ci è venuta in mente è che facesse la webcam girl, questa inglesina che ordina l’mdma via posta.

Ma poi no. Quando è partita ha lasciato una busta all’entrata che avremmo dovuto consegnare al nostro ex coinquilino…

Come i miei coinquilini lavorano e fanno regali di seconda… Mano?

PETER

Peter è un nerd gender fluid, così nerd da avere la saponetta del doctor who e il pigiama con i fumetti. E così gender fluid che ogni tanto entrava in cucina con una vaporosa parrucca rossa da donna. Una volta mi ha chiesto se volessi vedere il suo outfit per la serata e ha tirato fuori una tuta di lattice nero da una busta. Un’altra volta ha fatto partire l’allarme antincendio perche si stava cucinando un doppio cheesburger con bacon sistemato dentro una ciambella di zucchero. L’odore di bacon è arrivata a svegliare anche il novax vegano del terzo piano. Da quel momento è ovviamente entrato nelle mie grazie.

Peter ha ricevuto in eredità dalla prostituta:

– N° 1 cazzo finto gel da dieci pollici

– N° 3 torce a ventosa anali

– N° 1 imbracatura nera con palla rossa tappabocca

– N° due pannoloni, taglia adulto, ma uno con disegni infantili ed alfabeto sopra

– N° 1 spillatrice per pelle ad uso medico

– N° 1 pinza medica per estrazione punti

– Vari legacci

Inutile dire che con tutto quell’armamentario abbiamo dedotto che no, l’inglesina non lavora solo in webcam

LA POLACCA ANTISOCIALE CON FIDANZATO SCOZZESE.

Questa amabile coppia è l’impianto di un cervello da quattordicenne (e diviso in due) montato sui corpi di più che ventenni.

Lui è capace di venire a casa nostra alle cinque di un giovedì mattina e scampanellare ubriaco finche qualcuno gli apre, qualcuno che non è mai la sua consorte dal sonno pesante invidiabile. L’ultima volta che l’ho visto erano le sei del mattino, stava facendo colazione col mio caffè rubato e poi, come nulla fosse, ha aperto la porta del bagnetto vicino e vomitato copiosamente, svegliando il mio unico coinquilino ortodosso coi soavi suoni dello scozzese etilico all’alba.

Come i miei coinquilini sperimentano la putrefazione

Lei lascia forchette sporche di pollo sul cesso. Una volta è riuscita a cagare sopra il water, invece che dentro. Si scorda di pagare le bollette e poi batte i piedi perché non ci smobilitiamo tutti a risolvere i guai con gli arretrati, a parlare col council in sua vece e, insomma, a mettere le pezze a problemi che lei ritiene condivisi.

Come i miei coinquilini passano il tempo sul cesso

Abbiamo due frigoriferi, uno è completamente ochpato da lei,con cibo scaduto da mesi, piatti scoperti con robe cucinate un’era fa e così via.

IO

Anche io sono diventata un’inquilina di merda e infatti abito in una casa dove non pago più l’affitto e le bollette da novembre. Ma io ci ho provato, giuro, ci ho provato: a pagare, a mettere i conti in regola col mio coinquilino ortodosso, a parlare col proprietario, coi coinquilini, con il council. E poi puntualmente qualcuno non pagava, avevamo esattori a farci mail bombing, poi il vegano che si era intestato internet è sparito, labputtana che pagava l’elettricità è andata via, la polacca che aveva intestata l’acqua non mi ha mai fatto vedere una bolletta, il proprietario non ha pagato il council nonostante l’avessi avvisato degli arretrati, il mio coinquilino normale è scappato in una casa normale e insomma, io sono una squatter.

Ma niente, il dieci arriva D. che sarà uno squatter anche lui da me, finche non troviamo una piccola casetta e vaffanculo alla vita da bohemien.

Speriamo di trovare una casetta prima che ci stacchino l’acqua. Da roma è tutto, questa sera sarò di nuovo nella britannica città di N.

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13 comments

  1. romolo giacani · gennaio 5

    Applausi! Buon anno damina

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  2. Demonio · gennaio 5

    Marooo ne ho viste di cose e di zozzità ma quei tuoi coinquilini davvero sono oltre l’indecenza! E che dirti dama cara, ti auguro di trovare un alloggio degno di una gran dama!😈

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    • La dama distratta · gennaio 5

      Ti giuro che è un anno che preferisco farmi la doccia in palestra che in casa mia. Ahhahahahahahhahaha grazie demo!

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      • Demonio · gennaio 5

        E ci credo! Io sti magheggi li facevo sotto al militare perché ho sempre odiato i cessi alla turca e quindi ero sempre alla ricerca di un cesso pulito che fosse meno frequentato!😬 La doccia li, ricordo che era dicembre , al car, per farla dovevi uscire in accappatoio, attraversare il piazzale e farla naturalmente fredda. Per fortuna a quei tempi ci drogavano con la kryptonite e non ci si ammalava! Ecco, tu, da millenial puoi dire di aver fatto il militare…fa curriculum!😂😂😂

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  3. Zeus · gennaio 5

    Che belle cose! Una volta ero in UK a casa di una punk/punkabbestia tassodermista. La qualità dell’aria era amabile e potevi prenderti il tifo e la peste bubbonica solo spostando un po’ l’aria immobile da ere geologiche. Le foglie delle piante si sbriciolavano, c’era fumo ovunque, ciocche di capelli grandi come ratti nella doccia, nonché schizzi di sangue e lamette per depilarsi (arruginite e sanguinolente) nella doccia. Tutto sommato poteva andare peggio, potevo restare in quella casa più di una notte.

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  4. Lucy the Wombat · gennaio 5

    Scusa ma ti amo 😂

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  5. Demonio · gennaio 5

    Pure io! 😂 Se non altro perché dimostra che esistono donne adattabili all’ambiente! Io ovviamente ho sempre conosciuto quelle che non lo erano ma eri tu a doverti adattare a loro! Una ex ricordo che mentre facevo colazione mi raccoglieva le briciole…Insomma il mondo è vario e avariato e si possa da un estremo all’altro…

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  6. anice · gennaio 5

    Se esistesse un album Panini dei conquilini disagiati tu deterresti il primato per varietà delle figurine. Spero troviate presto una piccola casetta e mandiate al macero l’album Panini del disagio da coinquilinanza. Spero anche che trovare casa a N. sia più semplice che in Italia.
    Una cosa mi sfugge, quindi anche Peter è un ex coinquilino? O la prostituta ha lasciato i giocattoli al Novaxcatalano affinché li usasse in Thailandia?

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    • La dama distratta · gennaio 5

      Carissima, Peter è un ormai ex coinquilino trasferitosi a pochi isolati. La sex worker è andata via per sempre anche lei, in Messico, lasciandoci però quegli oggetti per Peter che ora ci intasa il gruppo WhatsApp per sapere quando può venirli a prendere. Il Novax è sparito e credo ci stia continuando a pagare internet, non paga il resto però e noi gli abbiamo messo in affitto la stanza. Ma lui ha ancora le chiavi!
      Non so, sono troppo disagiata anch’io anche solo per capirlo questo intrico😂

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      • anice · gennaio 5

        Un vero guazzabuglio moderno, per parafrasare Merlino. Metti in affitto tutto nella speranza di coinquilini normali.

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  7. titti onweb · gennaio 6

    😱😱😱😱😱😱😱😱ci vuole musica e pazienza? Sparo a caso…ma non troppo! Augurissimi Dama!!!!!!⭐⭐⭐⭐⭐💋💋💋💋💋

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  8. Fra · gennaio 6

    Minchia…e io che pensavo di aver visto il peggio ai miei tempi di condivisione di appartamenti. In realtà mo ricredo e anche se eravano tutti uomini eravamo dei lord (persino quello che fumava in bagno con tutte le fonestre chiuse mentre cagava, che poi quando entravi sembrava una camera a gas )
    I tuoi fanno veramente schifo 😁

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