Triangolazioni geometriche e amori come Picasso

Con D. siamo tantrici, scrivevo qualche mese fa.

Con D. Ridiamo fino alle lacrime, cuciniamo cose buonissime, visitiamo posti ameni e a volte un po’ drammatici. Facciamo tantissimo sesso.

D. L’ho preso un po’ sotto gamba. L’ho conosciuto che si stava per trasferire in Francia, così ho pensato che potesse essere un altro amore breve a scadenza, da alternare con le ossessioni per i capelli rossi del mio collega e il sesso senza implicazioni con un giovane vichingo. Una triangolazione amorosa disegnata con squadra e matita, in modo che i pensieri fossero sempre spostati un po’ al di là del corpo, che le risate non si trovassero nello stesso posto dei sentimenti, che le emozioni e gli impulsi fossero sparsi e disseminati come coriandoli sul mio tavolo di geometra sentimentale.

D. L’ho preso sotto gamba. Quando è partito è tornato prima in Spagna e quando mi ha chiesto di andare a trovarlo gli ho detto “sì, ci penserò”, ma pensavo che no, non sarei andata davvero.

Quando me l’ha chiesto di nuovo gli ho detto “Sì, certo, poi vedrò se trovo dei biglietti economici”, ma poi non l’ho fatto.

Quando mi ha mandato gli orari e le date dei biglietti li ho subito comprati.

D. Mi ha fatto passare una delle vacanze più belle della mia vita: abbiamo nuotato in sorgenti di montagna e fatto l’amore in macchina, di fronte una strada, sotto l’acquazzone delle tre del pomeriggio. Visitato paesini medievali e mori, piccole città bianche di calce e scure di pescatori. Mangiato dolci di zucca fritti fatti dalla madre e usciti con i suoi amici.

Quando sono tornata mi sono sentita più vicina a lui, ma ho subio ripreso la mia mappa di amori geometricamente distanziati e collocati in punti diversi dell’atlante. Ho sentito Jorge: “Jorge, con D. Ci comportiamo come una coppia”. Mi ha presa in giro, un po’ divertito e un po’ punto sul vivo, poi mi ha detto: “Dama, ho bisogno di sapere che tu sarai sempre lì, così come ti ho conosciuta”. “Sono e sarò sempre qui per te, ma con un volto di fiume”.

Quando D. Mi ha invitata in Francia gli ho risposto che sì ci avrei pensato. Ma pensavo che non sarei davvero andata. Quando mi ha spronata di nuovo gli ho detto che sì, avrei controllato i biglietti, prima o poi. Quando mi ha mandato degli orari e delle date, ho subito comprato i voli.

Ci siamo incontrati a Nizza, in place Massena che stava per far buio e le luci s’accendevano nelle fontane. La mia triangolazione geometrica aveva funzionato, se è vero che quando l’ho visto ho schivato il suo bacio e l’ho abbracciato in modo fraterno.

Ma non era fraterno quel pugno nello stomaco che ho sentito quando ci siamo baciati nell’appartamento e all’improvviso c’è salita una fame di sesso come fame d’aria, come febbre. Non era fraterna affatto quella voglia che mi prendesse da dietro, che andasse più a fondo, che mi venisse ovunque.

Con D. Vengo sempre. Sempre.

L’ho guardato poi prepararmi la cena, con la spesa che aveva fatto prima che arrivassi, a torso nudo con quel bel fisico da sportivo, mentre io mi stiracchiavo nuda ancora un po’ sul letto. Formaggio, vino rosso, insalata, tortilla.

D. aveva tutto pronto: avremmo visto il mare di Antibes il giorno seguente, visitato un paio di paesini di montagna sulla strada per passare le prime due notti nel parco nazionale del Mercantour. Saremmo poi andati a passare le altre tre nel villaggio vicino Marsiglia dove si è trasferito, visitato les calanques, fatto snorkeling.

Non sapevo saremmo finiti anche in un paesino del Piemonte chiamato Limone in cerca disperata di una connessione internet per permettermi di fare il primo colloquio con Manchester da un bar di paese.

Non sapevo quante stelle avremmo visto mezzi svestiti sul balcone dello chalet di montagna. O quanto avrei sfidato le mie vertigini scalando un sentiero stretto e ripido a Tende. Non sapevo quando avrei amato lo snorkeling nel mare dei Calanques, di quanto mi sarei sentita in un altro mondo nuotando sott’acqua seguendo i banchi di pesci tra gli scogli selvatichi d’alghe a dondolare con l’acqua di mare.

Non sapevo quanto avrei riso, e quanto avremmo fatto l’amore, e quante coccole e quanto discorsi notturni a luce spenta sui massimi sistemi, io in italiano e lui in spagnolo.

Non sapevo che ogni giorno avrei sentito un “ti amo” salirmi sulla punta della lingua, da rificcarmi in gola pensando “No, non lascerò che le cose cambino, finché non lo dico, le cose sono ancora controllabili, geometricamente collocabili su una scacchiera, razionalmente passate al vaglio”. Le parole creano il mondo, mi dicevo, e mi rificcavo in gola quel ti amo notte dopo notte.

La penultima parliamo di come siamo dolci tra noi, di come sembriamo due adolescenti, di come ci facciamo schifo per quanto siamo attenti e coccoloni, e di come questa sia una novità per tutti e due, e di quali devono essere le ragioni di questo cambiamento.

D. Mi dice “ma io lo so perché mi comporto così con te”

“Perché?”, Perché si è innamorato di me, penso.

“Non te lo dico”

“Dai”, sì, si è innamorato di me.

“No, non te lo dico oggi. Te lo dirò un giorno”

“Va bene”

Lasciamo le cose così, ancora per un po’.

Lasciamo le cose così, che lui sa che vedo probabilmente altri uomini, e gli sta bene così.

Lasciamo le cose così. Eppure anche l’ossessione rossa del mio collega pare spenta come una candela sotto un bicchiere.

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5 comments

  1. Elle Vit · giugno 28

    Ahi

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  2. Demonio · giugno 29

    Ma quanto mi piacciono questi post dove c’è questa miscela di sesso e paesaggi, di sentimenti e di paure, di pensieri e considerazioni ed alla fine sembra sempre di guardare una bolla di sapone che fluttua per poi alla fine svanire!
    E a proposito di sti capelli rossi alla fine mi resta sempre il rammarico di aver sempre sognato e idealizzato di incontrare una ragazza coi capelli rossi che purtroppo non ho mai visto realizzarsi e mi dico che va beh, sarà per un altra vita, in questa c’è già dama che triangola alla grande e va bene così!😝

    Piace a 1 persona

    • La dama distratta · giugno 29

      E chi te lo dice? Magari la incontri domani! È sempre tutto così imprevedibile…

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      • Demonio · giugno 29

        Diciamo che non credo nei miracoli e mi baso su quello che è un trend statistico! Detto ciò se domani la incontro ti offro una cena!😂😂😂

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