Zugvøgel festival – complice, preda, predatrice

I primi due giorni li passiamo a Francoforte, come fossero la prova generale di una relazione che abbiamo deciso di inscenare. Lui aveva chiesto alla Limonera cosa amo e cosa non mi piace mangiare, era preoccupato qualcosa potesse andare male, e la prima sera ha preparato una cena casalinga con i fiocchi che sarebbe dovuta essere una sorpresa.

Il terzo giorno stipiamo una piccola auto con tutto l’occorrente, zaini, tenda, chitarra. Studio Daniel nella selezione degli oggetti, è molto diverso da me che sono sempre minimal e essenziale, al massimo eccedo un po’ nelle precauzioni da tempo (una felpa in più, una maglia di lana, canottiere…). Lui ha una borsa piena di libri, ha preso un mazzo di carte, i dadi, almeno tre diversi tipi di lubrificante, due pacchi e mezzo di preservativi. Non riesco a non ridacchiare.

“Vabbè, non si sa mai”, ridono le labbra di ciliegia.

Arriviamo dopo due ore e mezza di macchina percorse in direzione del confine belga, e io sono molto poco contenta. Continuo ad avere in mente lo Psymagicmind portoghese, una folla di zombie che si agita fuori tempo sulla stessa musica che si ripete fino alla nausea, 24 ore di incubo in cui sembra di essere caduti in un loop spazio temporale.

Ma lo Zugvøgel si presenta subito come tutta un’altra storia.

42d97e44ffc7983938cb42f77314bb24

Il bosco è arredato di funghetti di plastica colorati e luminosi, amache imbottite, sacchi di iuta pieni di fieno dove lasciarsi cadere e riposare, reti su cui adagiarsi, soppalchi sugli alberi arredati con sgabelli e panchine in legno, lampade, e lanterne, e colori, e meduse di carta, e acquari fluo. E io mi sento Alice nel Paese delle Meraviglie e non ho bisogno di drogarmi, né di bere più di una birretta, addirittura non faccio neanche un tiro di sigaretta, anche grazie a Daniel che mi morde ogni volta che dico che un drummino ci starebbe proprio bene.

Ci sono stand con molta scelta per il cibo, dagli hamburger con carne di cinghiale al messicano, dalle zuppe condite di coriandolo e pepe rosso ai wursterl, dalle patatine fritte alle focacce impastate a mano: prezzi accessibilissimi e ottima qualità.

C’è un palco che dà su una vallata mozzafiato e ogni giorno musica dal vivo: ebraica, cubana, brasiliana, tedesca.

C’è Narnia, che è la postazione di un DJ nascosta in una radura cui si accede passando per un grande armadio, con il cotone delle magliette che solletica il naso e carezza le guance.

C’è un terzo palco che passa musica trance, ma è molto varia, mi stupisco del fatto che mi faccia ballare. La gente è presente e calda, ogni sguardo incrociato è un sorriso.

Ogni giorno ci sono workshops diversi, io mi fiondo subito a fare yoga. Poi ci allunghiamo su un prato, a guardare il cielo e le spighe alte che ondeggiano e lo decorano da questa prospettiva.

Mi accorgo allora, con quella luce, che gli occhi di Daniel non sono blu. Sono un azzurro glaciale di tigre siberiana, e per quanto sorrida l’effetto è quello di un predatore che pigramente guarda la sua preda. Sono quasi un bianco azzurrato, ora.

“Sei sicura che quello che vuoi è una coppia aperta?”

“Sono sicura che è quello che voglio sperimentare, ora. Non che sia quello che voglio”

“E come ci sei arrivata?”

“Ci sono arrivata quando ho capito che non riuscivo ad amare in modo puro. Che quando ero gelosa o possessiva non praticavo amore ma insicurezza ed egoismo, del tutto inconciliabili con l’amore. E che la mia stessa insoddisfazione nasceva da questa confusione, da questo voler amare rendendo l’altro non felice ma uno strumento al servizio della mia felicità, pretendendo mi completasse e mi compensasse in tutto, che mi desse tutto, che fosse perfettamente aderente al mio io. Che tirannia e violenza e viltà…”

Sorride.

“Ti piacerebbe anche fare qualcosa con me e qualcun’altro?” mi chiede.

“Sì”

“Sono situazioni delicate, se non c’è complicità, non si deve perdere il contatto con il partner. Comunque che situazione preferiresti?”

Ci penso un po’.

“Con un’altra donna. È un’esperienza che mi manca”

“C’è da sviluppare una buona connessione a due, prima”

“Non credo avrei alcun problema, sinceramente”

Lo Zugvøgel è stato sorridere a una ragazza con i dreadlocks e il viso largo e bello di nativa americana. Sorridere a lei, a lui, a lei che sorride a me, che si gira curiosa e sorride a lui.

“È incuriosita da noi”.

Lo Zugvøgel è stato il workshop di massaggi, in gruppi da quattro, che chi era di turno a ricevere riceveva un massaggio a sei mani.

È stato il workshop di yoga acrobatico, a cadere sull’erba ridendo con una ragazza francese snella quanto me, dopo aver tentato di sollevare Daniel, alto il doppio di noi.

È stato poter indicare liberamente ragazzi bellissimi a lui, che voleva capire qual è il tipo di uomo che mi attrae, o flirtare col barista da smorfiosa mentre Daniel mi guarda e scuote la testa.

Allo Zugvogel c’erano quattro docce. due con la tenda e due senza. Io e Daniel ci siamo scambiati un’occhiata e abbiamo capito che non avevamo voglia di fare la fila per un po’ di privacy. Ci siamo spogliati e fatti la doccia gelata nudi, ridendo e urlando per il freddo, davanti a tutti quelli che aspettavano in fila.

È stato il sesso in tenda, dove abbiamo scoperto come al suo ordine “Vieni, adesso” il mio corpo risponde. Dove per la prima volta sono venuta senza battere ciglio, gli occhi calamitati nei suoi di tigre siberiana, che non mi hanno concesso di nascondere niente del mio offuscamento, la mia perdizione, il mio piacere, che quindi per una volta non sono stati più solo miei, ma suoi, visibili, alla sua mercé.

Lo Zugvøgel è stato smascherare i suoi alibi e vederlo vulnerabile e spaesato, e stringere la sua testa al petto. “Ho come la sensazione di aver aspettato anni per potermi riposare in te”.

Ma lo Zugvøgel è stato anche la mia rabbia a un suo braccio attorno alla vita di un’altra per cui io non sentivo alcuna connessione, mentre lui mi ammiccava.

“Stavo per prendere e baciare quel ragazzo bruno, solo per vendetta. Ma non voglio essere così”

“Perché sul momento mi hai nascosto il fastidio? Prima di tutto veniamo io e te, ma dobbiamo essere limpidi. Se tu mi nascondi quello che non va per orgoglio come faccio a esserti complice?”

“Qual è il confine fra essere aperti e essere compulsivi o squallidi Daniel?”

“Io voglio solo avere cura di me e di te. Essere felice e farti felice, e sembrava ci tenessi tanto a coinvolgere un’altra donna”

“Che mi piacerebbe non vuol dire io ne abbia bisogno o sia necessario. Non voglio costrizioni, ci dev’essere della spontaneità, o meglio niente. Che non era aria, con lei, che non c’era un’attrazione tra me e lei, mi pareva evidente!”

“Mi sorridevi, come poteva essere evidente?”

“Cosa volevi facessi? Che dicessi davanti a lei – no, scusa, Daniel, ma lei non mi piace?”

“Senti, io voglio solo passare tempo con te, abbiamo bisogno di conoscerci meglio e creare una connessione che sia abbastanza forte da sapere come comportarci in queste occasioni, da capirci senza essere assertivi. Tu però non mi devi nascondere cose, o è come se ti escludessi da sola. Se hai paure, insicurezze, se non sei sicura di volere fare questa cosa, non dirmi il contrario solo per orgoglio. Se qualcosa non va basta un cenno e io mi prenderò cura di te. Però non dobbiamo mai, mai cadere in vendette e compensazioni, o non è amore, diventa una lotta. Ok?”

“Ok”.

“Io ti mostro le mie vulnerabilità. Ti dico quando mi rendi nervoso e il cuore mi scalpita, quando mi sento nudo a un tuo sguardo, quando sono geloso, quando hai ragione. Tu non sei per niente sopraffatta da me. Sei così sicura. Ma orgogliosa”

“Pretendo di essere sicura”

“Per la maggior parte del tempo lo sei”.

Lo Zugvøgel è stato lui che mi ha chiesto di vedere una foto di Jorge.

“È un bellissimo uomo. Insomma, hai due ragazzi. Mi sento minacciato da questa connessione che avete e che forse è più forte di quella che abbiamo noi. Sono geloso, anche se non pretenderò mai di possederti, se non mentre scopiamo”

“Non devi. Mi hai dato immediatamente cose che lui non riesce a darmi. Non per una sua mancanza, semplicemente perché è lui, non è te. E se la mia storia con Jorge sembra avere qualcosa di più profondo è probabilmente perché abbiamo avuto più tempo”

“Dama io ho impostato le mie aspettative con te su zero, perché è questo che mi hai fatto capire. Ma se trovassi un buon lavoro per te, in Germania? Io in futuro vorrei dei figli, con te. Potremmo averne e rimanere una coppia aperta”

“Andrò in Inghilterra, per un anno”

“Ma se ti trovassi un lavoro migliore? Potresti fare meno mesi, in Inghilterra, no?”

“Non credo lo farei mai”

Domani sarò in UK.

 

Annunci

5 comments

  1. Demonio · 10 Days Ago

    Stavolta più che dalle tue evoluzioni sessuali e sentimentali sono rimasto stupito da questo posto che sembra davvero un paradiso o quanto di più si possa avvicinare ad esso con , da quello che ho capito, la presenza di gente che ama vivere e godersela.Bello davvero! E ora te ne vai in Inghilterra…to be continued! 😀

    Liked by 1 persona

    • La dama distratta · 10 Days Ago

      Veramente un bel festival: come stare in mezzo alla natura ma senza rinunciare al comfort (che pacchia: pure le amache imbottite c’erano qua e là :’D). Poi vabbe, per quanto “caldi” i tedeschi però un po’ il palo in culo ce l’hanno eh. Nel senso che nella stessa situazione in Spagna, per esempio, si sarebbero create comitive in un battibaleno. Là invece magari facevi il workshops di massaggi con due tedesche e poi chi si è visto si è visto.
      Ho scritto tutto molto di fretta, mannaggia.
      Per l’Inghilterra, sì, sono in aeroporto. Un po’ preoccupata, ho ancora la convinzione di essere una persona da sud. Ma vedremo;)

      Mi piace

      • Demonio · 10 Days Ago

        😂 e si, sti tedeschi son così è concordo sul fatto che al contrario gli spagnoli siano molto più socievoli! Però ecco, mi sono incuriosito e ho guardato filmati e il posto mi piace assai! Mi sarebbe piaciuto anche lavorarci in quel contesto!
        E si, senza fare il presuntuoso pensando di conoscerti so che ti lamenterai parecchio di questa Inghilterra! 😂😂😂
        Intanto buon viaggio e in bocca al lupo per tutto!

        Mi piace

      • La dama distratta · 8 Days Ago

        Grazie Demonio! Facci un pensierino sullo Zugvøgel del prossimo anno;)

        Liked by 1 persona

      • Demonio · 8 Days Ago

        Ne varrebbe la pena solo per la possibilità di ammirarti mentre fai la doccia!:-D
        Mi piacerebbe si, ma so che non ci andrò per tante ragioni!
        Ps mi è venuta una curiosità! Ora, non so come ti sei organizzata la vita li, se potrai accedere a WP, se potrai continuare a leggere e scrivere (spero di si che mi mancano i tuoi interventi nei miei post!) ma ecco, se ne avrai la possibilità mi piacerebbe sapere che tipo sei andando qui:
        http://www.personality-tests.info/it/test.php

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...