Revanche

Mi siedo al tavolino di legno di fronte al locale, di fianco a un amico che parla italiano su questo brusio portoghese di mare in risacca e di gatti in amore.

I suoni del portoghese si strascicano come onde che si ritirano sulla battigia – shhhh – si infrangono come spuma d’oceano su roccia lavica – dh, ch– gorgogliano in roboi gutturali – rrrrh – salgono dalle narici in modo acquattato e felino – ão.

Sul mio timpano destro, invece, i suoni del Napoletano impongono una concretezza musicale umana e meno terrestre alle cose.

Di fronte a noi un altro tavolino a doghe e due occhi grigi e francesi che mi guardano senz’alcuna reticenza, diretti e sornioni su un sorriso un po’ storto e un bicchiere di vino bianco. È un rumore anch’esso, da bere con gli occhi a piccoli sorsi, i miei occhi che si soffermano brevi su quello sguardo francese e sfuggono a quella decisione e insistenza, sicura e sorniona, e sfuggono a quello sguardo porno – che non so come uno sguardo possa avere una nazionalità ed essere esplicito quanto un nudo, ma quello lo è.

Ogni altro rumore si fa attutito ora che quest’uomo bellissimo mi guarda con i suoi occhi porno e francesi. Il mio linguaggio del corpo sembra innescarsi da sè, un automatismo in risposta a una sottile conversazione sotterranea. Che ogni donna sa che anche la figura dei propri passi cambia, e impercettibili movimenti del collo e della schiena e delle mani, e il ritmo delle labbra e della lingua nel battere parole, quando s’insinua il gioco dell’amore.

Quando lui si alza è troppo bello per lasciarlo andare via.

Hai una sigaretta? Gli chiedo, intendendo invece solo di restare. E lui è francese, come immaginavo, e il suo inglese è il più bello che abbia mai sentito, tutto sbagliato, sotto lo sguardo un po’ snob e i dreadlocks eleganti, che non lo so come i dreadlocks possano essere eleganti, ma quelli lo sono. E penso che mioddio, è troppo bello. E mi attira come un magnete, e lui lo sa.

Si siede con noi e guardandomi maliziosamente ci chiede se siamo una coppia, pochi giri di parole e l’accento marcato. Se fossimo una coppia, penso, sarebbe scoppiata una rissa da un pezzo. Dall’inizio, che mai nessuno mi ha spogliata con gli occhi in modo così impertinente e sfacciato, con uno sguardo così elegantemente arrogante, come solo un francese può fare.

Un sorriso obliquo si affaccia dai suoi pensieri, nel sentire che è come immaginava. Restiamo a parlare fin quasi alle luci dell’alba, a parole seguiamo un discorso e con gli occhi disfacciamo tutte le parole del mondo.

manara

 

Quando torno a casa leggo sul telefonino:

“Avrei voluto fare l’amore con te”

“Me l’hai detto almeno un milione di volte, questa sera. Ma con lo sguardo”

“E tu mi hai risposto con tutto il corpo”

“Sí”

“E lo sai perché non stiamo facendo l’amore?”

“No. Perché?”

“Perché lo stiamo facendo”

“Vorrei farlo più da vicino”

“Che ragazza impaziente. Posso fare ancora un passo, ma ho bisogno dei miei tempi”

“Che vuoi dire?”

“Voglio dire che voglio che ti tocchi, pensando a questa sera. Adesso. Voglio che ti spogli completamente e ti distendi a pancia in giù. E che ti fermi, ogni volta che stai per venire. Fallo ora. Devi sentirmi fra le tue gambe. Ma è importante che tu non abbia un orgasmo, perché non voglio tu lo abbia e non l’avrò neanche io. Se vieni vuol dire che non sono io che ti sto scopando, ma che ti stai masturbando su di me. Capisci che intendo?”

“Perfettamente”

“Quando ti sarai stancata vorrei tu facessi qualcos’altro. Dormi col cuscino tra le cosce, vorrei avvertissi una pressione costante e imparassi a controllarla. Puoi strusciartici contro ma non venire e non penetrarti in alcun modo”

“Mi stai mettendo a dura prova col tuo gioco. C’è altro?”

“Certo. Domani voglio che tu venga a cena con me. Ti aspetto alle sei allo stesso locale di oggi, così beviamo qualcosa e scegliamo un ristorante”

D’accord. Ma adesso metto una regola anch’io. Se uno ha un orgasmo, volontario o involontario che sia, non si presenterà. E non ci vedremo mai più”

ça’ va. Miam, miam, je vais pouvoir te manger!

 

(Continuò in Érotiquement)

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8 comments

  1. Demonio · giugno 18

    Irreale, o almeno lo è per me che ste cose non mi sono mai capitate sebbene il mio sguardo porno né abbia fatte di radiografie (ah già, ne suis pas francais!), ma comunque bello e fluido da leggere. E vediamo come va a finire! Io comunque mi sa che avrei detto una bugia il giorno dopo! 😀

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    • La dama distratta · giugno 18

      Guarda, ho lavorato sui dialoghi, quelli sì, sono poco fedeli, anche perché comunicavamo in un inglese un po’ stentato. Eppure l’incontro è stato quello e sto francese porno esiste. Tant’è che per mesi ho sostenuto che uno così dovrebbe diventare patrimonio dell’umanità UNESCO e essere somministrato dal SSN. Che charme.

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      • Demonio · giugno 18

        Ahahah sei incredibile! Che dire…fortunato sto francese e tu indubbiamente sei una gran dama, magari distratta ma di certo non quando decidi che non devi esserlo! 😀

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      • La dama distratta · giugno 18

        In effetti queste sono situazioni in cui divento attentissima! Ahahahahahahahah.
        Per il resto penso di avere solo culo a trovarmi in situazioni interessanti, a volte, in cui il momento e le persone sono giuste. E credo molto lo faccia il viaggio, come stato mentale, e gli ambienti internazionali. Non mi sono mai capitate situazioni così assurde, porche o romantiche in casa. Magari qua qualcuno mi guardasse in quel modo si beccherebbe una borsettata in faccia. O forse era proprio lui, c’è poco da fare, è nato con uno sguardo da sesso irresistibile. 😀

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      • Demonio · giugno 18

        Ahahah dama da esportazione!Però quello che hai detto è proprio una cosa giustissima ed in quello un pochino mi ci riconosco nel senso che fuori della mia città sono sempre stato molto più spregiudicato di quanto non lo sia qui ed all’estero ancora di più. Ma raramente al primo incontro ho raccolto qualcosa però per fortuna non ho preso nemmeno borsettate nei coglioni!Credo che ciò sia dovuto ad una sorta di” scudo” di invulnerabilita che fuori ci cuciamo addosso.Sotto di esso sentiamo che tutto andrà bene e che alla peggio possiamo far sempre la parte dello straniero che non ha capito e ritirarci in buon ordine! 😀

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      • Demonio · giugno 18

        Ps non ci posso credere, apro le notifiche e vedo i miei post meno letti compreso l’ultimo (che ha anche commentato) letti e apprezzati da un portoghese!E niente, non c’entra un cazzo se non per il discorso di sentirsi bene all’estero e che un portoghese mi commenta.E mo mi devo rivolgere a Google traslate! 😀

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      • La dama distratta · giugno 19

        Ho visto! Daidai che scritto si capisce il senso generale, devi vedere quando parlano che si mangiano tutte le parole. Ricordo con un amico che cercava di insegnarmi a dire “funghi” correttamente. Lui diceva pressappoco: “chghmhlhsh” e io ripetevo: “eh? COOGUUMEELOOS?” Abbiamo proseguito per mezz’ora in questo modo, dopodiché si è arreso all’evidenza che la mia italianità (con le sue sette vocali) non soccomberá mai.

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      • Demonio · giugno 19

        Ahahahah si si, li ho sentiti anche parlare quando sono stato li ed in effetti è parecchio ostico.Un pò come andando in Spagna nei paesi Baschi o in Galizia! Scritto in effetti ci si arriva. Poi chiaramente credo che dipenda anche da come uno scrive…evviva la semplicità del soggetto,verbo e complemento punto!

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