Qualche mappa

Mappa delle ultime domande di lavoro: 3 puntine stupende conficcate con precisione, una sul Portogallo – che sono sua da anni, da quando leggevo Tabucchi e ancora non mi decidevo a metterci piede, e Lisbona mi chiamava come una sirena o una vocazione, con promesse atlantiche e strilla di gabbiani, con luci accecanti di marmi ed acqua, con neri profondi di anziane vestite a lutto tra i fumi delle sardinhas arrostite nelle vie dell’Alfama – una puntina sul Regno Unito – un’amore razionale e mai di pancia, che vorrei esserci quando non ci sono e vorrei non esserci quando ci sono. Questo Regno Unito di verde foglia e grigio di tempesta, che solo poteva dare i natali a i migliori racconti di magia e castelli, d’atmosfere parallele e i(pe)rreali -, un’ultima puntina vola lontano, fino al Brasile, fino a São Paulo – che meraviglia sarebbe, che terrore! Che festa di cuore, che paura, che esaltazione! Che salto, che vertigine, che calore. São Paulo così immensa e dove pure abita il volto amico di un brasileiro, che il mondo è enorme come la punta di uno spillo nell’oceano nero che è l’universo.

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Mappa dei pensieri notturni – ma anche di quelli sornioni diurni: una puntina palpita su Madrid come un cuore malfermo – sempre lei, sempre lui, non chiuderemo mai, perché non inizieremo mai. Tutto chiaro, no? Come si può consumare una passione testarda e romantica se non si consuma? Madrí, come pronuncia lui, è la planigrafia disordinata del mio amore, è la figura scomposta della mia ossessione, ogni quartiere mi lancia appelli e grida, la razionalità del barrio das letras e l’impulsività di Lavapies, la caoticitá luminosa di vetrine di Sol e la calma antica di La Latina.

“Devi credermi, Dama, ci rivedremo”

“O questa è una delle tante cose che lentamente svaniscono nello spazio e nel tempo Jorge? Il futuro che non arriva mai ed è sempre a un passo di distanza? Mi offri una luce verde di Gatsby”

“No. Devi credermi, anzi, non capisco come tu possa non credermi, perché questa, tra noi, è una cosa unica, tu sei unica”

“Come tutti lo sono, Sherlock”

“No, parlo oggettivamente. Ognuno somiglia a qualcuno. Non tu. E ho vissuto abbastanza da saper quel che dico”

“Ok, vecchio, saggio uomo. Non mi resta che crederti, allora”.

La mia Madrí ha quella paradossalitá che adoro, perché ognuno mente senza che alcuno menta mai. Ognuno gioca il gioco più serio del mondo reinventando le regole di un ramino per cui l’ultimo a posare può strillare scacco matto. Madrì è un gioco di vita, per cui non si sa mai quale sarà la prossima mossa e il risultato lo farà la somma d’ogni decisione precedente, l’insieme d’ogni minima variabile che si compone in modo meccanico, ma sempre soggetta a fortuna, dal momento in cui si mischia il mazzo.
Mappa dei libri sul comodino. 2. L’invitata di Simone de Beauvoir. Il mio libro magico. Il libro che indaga anche se in chiave romanzata il rapporto a tre che ha legato Sartre, la de Beauvoir e Olga. Tanto mi interessava scoprire le possibilità di un amore libero che questo mi ha colpita in faccia come uno schiaffo: una girandola di gelosia, odio, rancore. Simone uccide Olga letterariamente – quasi due volte! Dopo che Francois uccide l’Altra, nel racconto, Simone appone la dedica del volume: A Olga Kosakievicz.

E allora tutte le mie teorie su questo amore libero? Sono sempre stata convinta che la gelosia sia istintiva e animale, quanto l’ego, quanto l’egoismo. Ma ho sempre pensato che una forma d’amore più libera e altruista fosse possibile quando supportata da una buona cultura. Ma se la de Beauvoir ne esce con questa immagine, cosa pensare? A quali modelli guardare? Quali esempi?

Un’altra copertina, sul comodino: Pocket Atlas of remote islands, fifty islands I have not visited and never Will. Perché si viaggia anche da casa e poi adoro le cartine geografiche, le isole, le leggende e le storie di navigazione quando il sole batte giugno e promette nuovi viaggi.


Mappa dei prossimi giorni: A breve sarò a Napoli ad abbracciare il mio amico Al, tornato dal Portogallo per le ferie. Dopo quasi un anno. L’ho lasciato che era diventato un fratello, per me. Il miglior compagno di bevute di sempre. Ma il tempo gioca brutti scherzi, mi sento emozionata solo al pensiero, chissà se sarà come trovarsi estranei o come non fossi tornata mai in Italia.

Ho chiesto ospitalità a una ragazza che appena conosco, per due notti, in modo da rimanere al centro di Napoli e avere un’intera giornata da trascorrerci. Non ci sono mai stata, era ora che rimediassi.

La stasi piccolo provinciale mi sta ingoiando di nuovo, sento quel piccolo peso nello stomaco, a dover sovvertire l’ordine sempre uguale delle giornate, a buttarmi in situazioni fuori dal confort, a partire. Ma non è più una sensazione che riesce a fermarmi, come faceva invece un po’ d’anni fa. Perché so che vale il tempo di buttare lo zaino in spalla, e mettersi in cammino. Una volta tornata da Napoli inizierà la pianificazione Francoforte – Lussemburgo – Parigi.

Adoro la pianificazione, è come un prolungamento del viaggio. Che poi, nel mio caso, è una pianificazione piuttosto farlocca. Si contattano Couchsurfer, si vede qualche notizia sulle mete, si fantastica molto, così da dimenticare l’ennesima caffettiera sul fuoco. E si è già salpati.

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5 comments

  1. Elle Estenvoyage · giugno 11

    Belle belle belle le mappe e queste mappe!

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  2. Demonio · giugno 12

    Tra tutti i posti citati quelli in cui tornerei o andrei sono sicuramente il Portogallo e pure Madrid anche se, essendo questa una metropoli e non amando il caos della grande città Madrid la considero solo dal punto di vista turistico!Londra ci andrei(mai stato) solo per curiosare ma vale ancor di più il discorso metropoli mentre San Paolo non mi attira per nulla. Su Napoli avrei troppo da dire ed essendo anch’essa una metropoli caotica imbordellata mi limito a farci su una battuta sul fatto che ha degli scorci molto belli davvero e che indubbiamente vale la pena di vedere solo che per il mio gusto Napoli è troppo piena di pseudo napoletani e di pseudo cittadini e ciò me la rende poco simpatica un pò come tante altre grandi città. Ma il problema sono certamente io quindi, non faccio testo per cui…ovunque tu vada buon divertimento!:-D

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    • La dama distratta · giugno 12

      Guarda Claudio, io di mio preferisco come te le realtà a misura d’uomo, motivo per il quale ho trovato nel Portogallo una terra d’elezione.
      Londra non mi piace, o almeno non mi è piaciuta quando ci sono stata. L’immensitá di San Paolo mi spaventa. Però il fatto è che ho voglia di sperimentare, non sono sicura che non potrei arrivare a preferirle, addirittura, una volta che mi ci sarò calata e avrò imparato a conoscerle. Comunque motivo propulsore principale è l’asfissia di questa piccola provincia, in questo momento partirei anche per Timbuctu! 😀

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      • Demonio · giugno 12

        E si che ti capisco!Da ragazzo stava strettissima anche a me e come te smaniavo per andare, vedere e conoscere solo che non avendo sghei ho potuto vedere solo una minima parte di quel che avrei voluto!Poi col lavoro in parte ho recuperato ma qualche sogno è rimasto sebbene ormai quel fuoco si è parecchio affievolito.O forse mi sono impigrito! Insomma ti lascio il testimone e prosegui sta staffetta che poi ci racconti tutto!:-D

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